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Vin Santo del Chianti Classico 2006

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Vin Santo del Chianti Classico 2006

DOC Vin Santo del Chianti Classico

Badia a Coltibuono

  • Tipologia Bianco Dolce
  • Regione Toscana
  • Uvaggio Trebbiano, Malvasia
  • Alcol % Vol15.5%
  • Formato (L)0.375

Con l'acquisto di questo prodotto è possibile raccogliere fino a 2 punti fedeltà (regolamento).


Presentazione

Il Vin Santo ha origini che si perdono nella notte dei tempi, realizzato da sempre con tecniche tramandate oralmente di padre in figlio, come una preziosa eredità.

E’ un antico vino passito che, per le sue particolari caratteristiche organolettiche, viene consumato in abbinamento al dessert quando ha caratteristiche dolci (celebre in tutto il mondo il binomio con i cantuccini) o, quando si presenta in forma secca, accompagnato a formaggi erborinati e a crostini neri di fegato.

 

Nell'enologia toscana occupa un posto importante e di grande prestigio sin dal Medio Evo.

Sono varie le teorie sull'etimologia del termine.

Una versione senese parla di un frate francescano che durante la Grande Peste del 1348 curava le vittime del morbo con un vino che era comunemente utilizzato dai confratelli per celebrare messa: da ciò si sarebbe diffusa la convinzione che tale vino avesse miracolose proprietà taumaturgiche, attribuendogli l'appellativo di “santo”.

Un'altra versione è quella di origine fiorentina, secondo la quale durante il Concilio di Firenze del 1439, il metropolita greco Giovanni Bessarione proclamò, mentre stava bevendo il vin pretto: "Questo è il vino di Xantos!", forse riferendosi ad un certo vino passito greco di Santorini. I suoi commensali, che avevano confuso la parola "Xantos" con 'santos', credettero che egli avesse scoperto nel vino qualità degne di essere definite "sante". In ogni caso, da quel momento il vin pretto fu chiamato Vin Santo.

Una variante della storia narra che egli abbia usato la parola Xanthos (in greco significa giallo) mentre parlava del vino.

L’ origine meno romantica, ma forse più verosimile, è l'associazione di questo vino con il suo uso comune durante la messa.

 

Tradizionalmente il Vin Santo veniva prodotto facendo appassire su stuoie i migliori grappoli. Quando la percentuale zuccherina raggiungeva tassi soddisfacenti (30%-40%), le uve venivano spremute ed il mosto trasferito in caratelli di legno di capacità compresa tra i 15 e i 100 litri, da cui era stato appena tolto il Vin Santo della produzione precedente.

La feccia della passata produzione era responsabile della buona riuscita del Vin Santo, tanto che veniva chiamata “madre”.

I caratelli venivano sigillati ed il Vin Santo fatto invecchiare un minimo di tre anni.

 

Il Vin Santo del Chianti Classico Badia a Coltibuono 2006 è ottenuto da Trebbiano toscano al 50% e da Malvasia del Chianti al 50%.

La vendemmia manuale iniziata il 19 settembre sino all'11 ottobre, solamente delle migliori uve biologiche, ha fornito i grappoli che sono appassiti appesi in locali ben aerati sino alla fine di gennaio.

Dopo la pressatura e l'avvio della fermentazione il mosto è stato posto in caratelli di rovere sigillati e sono stati conservati in ambienti esposti alle variazioni stagionali delle temperature per un'invecchiamento di 4 anni.

Il Vin Santo è prodotto da questa azienda vitivinicola dal 1937.

Le bottiglie di questa annata sono 7.500 con una gradazione alcolica del 15,5%.

Il vino perfetto in abbinamento con la pasticceria secca, può essere proposto come aperitivo. 

 

Intervista al produttore a cura della Redazione di Top Italian Wine

Passiti: non solo cantuccini e pasta di mandorle, please! A cura di Franco Ziliani

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Note di degustazione

Di un colore ambrato intenso ha una bella luminosità.

Il naso complesso e interessante ha profumi di crema di marroni, vaniglia, mandorla, scorza d'arancia essiccata, note eteree di resina, caramello, burro.

La bocca con una dolcezza ben bilanciata dal gusto abboccato, ha una buona acidità, lievi note di sapidità, un ottimo equilibrio tra struttura e corpo, una piacevole lunghezza.

La degustazione alla temperatura consigliata di 14° C ne esalta la morbidezza facendo ritornare, nel retrogusto, il caramello in modo persistente.  

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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