Scheda etichetta Torna ai risultati
Cinque Terre Sciacchetrà 2011

€ 35,69

Aggiungi

Disponibilità: Questo prodotto non è più disponibile

Avvisami quando disponibile

Cinque Terre Sciacchetrà 2011

DOC Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà

Sassarini

  • Tipologia Bianco Dolce
  • Regione Liguria
  • Uvaggio
  • Alcol % Vol14.5%
  • Formato (L)0.375 con astuccio

Con l'acquisto di questo prodotto è possibile raccogliere fino a 3 punti fedeltà (regolamento).


Presentazione

Lo Sciacchetrà è un vino passito prodotto nelle Cinque Terre, in Liguria.

Nel 1997, su istanza della provincia della Spezia, le Cinque Terre sono state inserite tra i Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

Il nome Sciacchetrà deriva probabilmente da "shekar", un termine semitico molto antico indicante delle bevande fermentate.

Il primo ad introdurre in forma scritta un nome simile all'attuale sciacchetrà fu Telemaco Signorini (1835-1901). Il pittore nelle sue memorie su Riomaggiore cita più volte il vino prodotto da queste parti definendolo buon vino, ma si sofferma anche nella descrizione del passito " A settembre, dopo la vendemmia, si stendono le miglio uve al sole per ottenere il rinforzato o lo sciaccatras, che così è chiamato un vino squisitissimo ..".

Giosuè Carducci lo descrisse come l'essenza di tutte le ebbrezze dionisiache, Giovanni Pascoli ne richiese l'invio di poche bottiglie "in nome della letteratura italiana", Gabriele D'annunzio lo descrisse come "profondamente sensuale".

Prima di loro ne parlarono Boccaccio e  Petrarca.

 

Anticamente le 5 Terre, con quella bellissima costa aspra e montuosa che scende a picco sul mare, erano tutte ricoperte di boschi che nel tempo si sono trasformati in terrazzi (i famosi ‘cian’) di orti, oliveti e vigneti.

I vini prodotti da quelle uve hanno caratteristiche sorprendenti dovute al microclima (mare, roccia, venti, sole).

 

Ancora non si sono scoperte le loro origini.

Lo studioso Salvatore Marchese sostiene che forse sono stati esuli greci a Riomaggiore nell’8° secolo a.C. ad avere introdotto la tecnica dell’appassimento per lo “sciacchetrà”.

 

L’Ente Parco Nazionale delle 5 Terre e i viticoltori indipendenti fanno di tutto per ricuperare le zone abbandonate, alcune raggiungibili solo con il trenino a cremagliera che porta in quota i vignaioli e i loro attrezzi da lavoro.

Molte vigne sono  coltivate “alla greca”, basse, come un tempo in tutte le zone battute dai venti, perciò la raccolta dei grappoli è ancor più faticosa: si deve entrare in ginocchio sotto le pergole, facendo estrema attenzione a dove si mettono i piedi.

 

Veronelli definiva "angeli matti" i vigneron delle cinque Terre.

"Matti" per le immani fatiche a cui si sottopongono, "angeli" non solo perchè producono vini unici, ma soprattutto perchè, tenendo il terreno in ordine e mantenendo i muretti a secco che modellano e contengono il terreno, mantengono l'equilibrio idrogeologico, evitando le frane e quindi salvaguardando il territorio.

 

La zona di produzione ricade  nella provincia della Spezia e comprende i terreni vocati alla qualità degli interi comuni di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso nonché parte del territorio del comune di La Spezia.

I vitigni utilizzati per la produzione dello Sciacchetrà sono  il Bosco per almeno il 40%, l'Albarola ed il Vermentino  fino ad un massimo del 40%.

 

Lo Sciacchetrà Sassarini 2011 è un uvaggio di uve Bosco, Vermentino e Albarola.

Durante la vendemmia si selezionano i grappoli più sani.

L'appassimento dell'uva in cassette in un fruttaio ben areato dura almeno 45 giorni.

Vinificazione ed affinamento in acciaio per almeno 24 mesi.

Gradazione alcolica del 14 %.

Le bottiglie prodotte sono state 2.600.

Da abbinare a formaggi, anche semi-stagionati. Ottimo con dessert al cucchiaio e pasticceria secca. Vino da meditazione.


Passiti: non solo cantuccini e pasta di mandorle, please! A cura di Franco Ziliani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Note di degustazione

Bellissimo nel bicchiere con il suo color ambra, brillante ed intenso.

Al naso note intense di confettura di fichi, albicocche e pesche. Sentori di frutta secca, frutta candita e lieve nota mentolata. Evidenti anche i datteri ed il miele.

Consiglio sempre di ossigenare il bicchiere, perchè a volte gli Sciacchetrà hanno una lieve volatile con un accenno di sentori di smalto.

Sicuramente equilibrato, gradevole e profondo.

Al palato è dolce, con sentori di caramello a cui si accompagna una sottile nota aspra. 

Delicata la sapidità, ritornano i sapori di confettura e miele.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le vostre recensioni Aggiungi una recensione

Scrivi il tuo commento

Cinque Terre Sciacchetrà 2011

Cinque Terre Sciacchetrà 2011

Scrivi il tuo commento

Il tuo commento verrà pubblicato il prima possibile

PayPal